OLIO EXTRA VERGINE OLIVA E FITOESTROGENI

10 Febbraio 2021
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10 Febbraio 2021 Francesca

EXTRA MA QUANTI FITOESTROGENI HAI?

Per molti anni e’ stata indicata la soia, attualmente quasi tutta derivante da coltivazioni OGM, come alimento molto importante nella prevenzione del tumore della mammella proprio per il suo contenuto in fitoestrogeni.

Attualmente l’incidenza di cancro della mammella in Cina ha superato quella del nostro Paese (15% dichiarato vs 13% certo italiano), ma soprattutto e’ in deciso e continuo aumento, come ho potuto constatare di persona nel 2016 in alcuni ospedali di Shanghai e dintorni confrontandomi con i colleghi cinesi.

Nel legume soia i fitoestrogeni sono rappresentati da due sole categorie: gli isoflavoni (genisteina) ed i cumestrani (coumestrolo), questi ultimi presenti nei germogli.

Di diversa tipologia e maggiore quantita’ sono quelli presenti nell’Extravergine, dove ne contano ben 4 famiglie: i flavoni (luteina, apigenina), lignani (enterodiolo, enterolactone) , flavonoli (quercitina), flavanoni (naringina).

Tutti i fitoestrogeni elencati sono riconosciuti come molecole anticancro.

Ci troviamo quindi di fronte ad un bivio: quale dei due alimenti preferire per prevenire?

Personalmente credo molto al detto “mogli e buoi dei paesi tuoi”!

Quindi non capisco perche’ noi italiani dobbiamo consumare, per avere benefici in tal senso la soia, legume allergenico, OGM dop, proveniente da un altro Continente e da un Paese Extracomunitario e quindi prodotto spesso poco tracciabile, ultra spinto da logiche commerciali e filosofiche, a scapito dell’Extravergine alimento da sempre presente nella nostra dieta Mediterranea, di cui rappresenta una colonna portante, e quindi “di famiglia” per la nostra flora batterica, facilmente tracciabile ed attentamente controllato nei marchi comunitari IGP, DOP e nelle certificazioni BIO e DEMETER.

Altra considerazione: se nell’Occidente prolifica l’ulivo e in Oriente la soia un motivo ci sara’.

E’ possibile, anche se ancora non dimostrato scientificamente, che queste diverse tipologie di fitoestrogeni, interagiscano in modo diverso e con differenti effetti su specifici geni non comuni tra occidentali ed asiatici.

Lasciamo senza polemiche le varie soluzioni di queste problematiche alla nostra buona coscienza dietetica.

Ogni Extravergine proveniente da olive di diverse cultivar di ulivo ha una propria e tipica rappresentazione grafica in biofenoli, simile ad una vera carta di identita’, con alti o bassi picchi di concentrazione a seconda della varieta’.

Attraverso questi grafici si puo’ venire a conoscenza sia del numero complessivo di biofenoli (valutazione quantitativa), ma soprattutto della loro specifica concentrazione in quell’olio (valutazione qualitativa).

Di solito viene indicato l’Extravergine della cultivar Coratina, tipica della Puglia, come il  piu’ ricco quantitativamente in biofenoli espressione di un gusto molto intenso, mentre quello della varieta’ Taggiasca, tipica della Liguria, considerata la meno ricca fornisce un olio molto delicato.

E’ opinione comune che un Extravergine con maggior contenuto in biofenoli sia migliore rispetto ad uno piu’ “scarico”.

Personalmente non sono d’accordo in questa affermazione In quanto e’ limitata solo al numero complessivo, mentre non viene presa in considerazione la qualita’ dei singoli biofenoli presenti in quell’olio.

Infatti potremmo avere un Extravergine a basso contenuto totale, ma ricco di quel biofenolo che svolge quel particolare effetto salutistico/farmacologico, che lo rende un olio “speciale” rispetto agli altri

Ad esempio un Extravergine con maggiore quantita’ di Apigenina puo’ rivelarsi importante per la prevenzione oncologica, mentre se abbonda di Oleoeuropeina puo’ avere un maggiore effetto antinfiammatorio.

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